Scoperte giovanissime stelle al centro della Galassia.

Il centro della nostra Galassia, finora celato all’osservazione da fitte nubi di polveri, ci ha riservato una scoperta inaspettata: ospita un gruppo di 35 giovanissime stelle.

Niente di strano, si potrebbe obiettare; d’altronde l’universo è così grande che ospita sia stelle giovani, sia stelle anziane. Proprio il centro della Galassia, però, dovrebbe essere popolato da stelle di miliardi e decine di miliardi di anni. Almeno questo è quello che si è creduto fino ad ora.

Grazie all’utilizzo del VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy), un telescopio a raggi infrarossi, è stato possibile finalmente osservare il rigonfiamento centrale della Via Lattea ed è proprio lì che sono state viste 35 nuove stelle che hanno meno di 100 milioni di anni e di cui, la più giovane, ha 25 milioni di anni. Questa scoperta suggerisce che negli ultimi 100 milioni di anni ci sia stata una formazione continua di nuove stelle nella zona centrale della Galassia – una teoria finora rimasta senza dimostrazione- , cambiando e perfezionando ulteriormente la nostra conoscenza del passato e del futuro di questa frazione cosmica che ci ospita.

I puntini rossi rappresentano le nuove giovani stelle scoperte; il simbolo giallo indica invece la posizione del nostro sole.
I puntini rossi rappresentano le nuove giovani stelle scoperte; il simbolo giallo indica invece la posizione del nostro sole.

Queste stelle, osservano gli scienziati, si trovano all’interno di un disco di materia che ha un raggio di 3000 anni luce e che attraversa il nucleo della Galassia; resta ancora da capire, però, se la loro formazione sia avvenuta lì dove si trovano adesso, cioè a 30.000 anni luce da noi, oppure se siano in migrazione e provengano da altre regioni dello spazio.

Il loro nome è “Cefeidi” e fanno parte di un gruppo di 655 stelle omonime, seppure più anziane, che sono molto importanti a livello astronomico per valutare le distanze. La loro particolarità, infatti, è quella di espandersi e contrarsi in modo periodico impiegando, in base all’età, da alcuni giorni ad alcuni mesi. Le Cefeidi più giovani, chiamate “Cefeidi classiche“, diminuiscono la loro luminosità e, successivamente, la ripristinano in modo molto più lento rispetto alle sorelle più anziane. Questo loro comportamento consente di calcolare la distanza che intercorre tra noi e loro e, per questa loro ausiliare funzione, sono state definite “candele standard“.

Queste nuove scoperte, portate avanti da Istvan DéKàny, della Pontificia Universidad Catòlica de Chile e Dante Minniti della Universidad Andres Bello de Santiago, all’interno del progetto VVV (Vista Variables in Via Làctea) sono state realizzate grazie all’installazione del telescopio VISTA sulla sommità del Cerro Paranal, un monte di 2635 metri, situato del deserto dell’Atacama, in Cile. Le osservazioni hanno permesso di riprendere le regioni centrali della Galassia in periodi diversi, mostrando così moltissimi nuovi corpi celesti, tra cui stelle variabili e ammassi stellari.

La ricerca è stata riportata in un articolo dell’ Astrophysical Journal Letters ed è disponibile a questo indirizzo.

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